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PostHeaderIcon LE PARTI DEL BRANO NECESSARIE

INTRO, BREAK E BATTUTE

Anche qui subentra il concetto di “battuta”, questa volta, però, intesa in maniera diversa dal contesto BPM: infatti si tratta dei battiti delle diverse parti, a prescindere dalla velocità.
Noterete che sono divise in “ottave” ( multipli di otto battute, che vanno da 8, 16, 32 a 64 ecc. ) e che passate un certo numero di battute ( quelle elencate, appunto ) la struttura della canzone varia nelle parti.
Per rendervi il concetto più chiaro vi farò un esempio tratto da una nota canzone Dance:

INTRO 32 battute
STROFA 64 battute
PONTE 16 battute
REFRAIN 64 battute
STROFA 64 battute
PONTE 32 battute
REFRAIN 128 battute
BREAK 64 battute
STROFA 16 battute
FINALE 128 battute


Il metodo di conteggio è lo stesso che si usa nel calcolare le BPM, cioè battendo il piede.
Anche qui sono importanti l’esercizio e la pratica. Iniziate da subito, quindi.

P.S.
Il brano riportato nell’esempio è abbastanza standard per ciò che riguarda la struttura delle Dance Songs.



WORK IN PROGRESS !!!

Passiamo ora al lato pratico, in modo di poter poi analizzare le diverse tecniche di mixaggio.
Ci baseremo sul metodo “classico”, quello, per capirci, con cui è iniziata l’era dei DJ ( ai tempi del vinile, quindi ),
Questo perché anche per ciò che riguarda il mixaggio con i CD i principi base sono identici.

LANCIARE IL DISCO

Prima cosa da fare e’ esercitarsi a maneggiare e quindi a lanciare il disco che ( così come il CD ) non va mai toccato ma preso per il bordo. Il primo esercizio da fare con il vinile, dopo averlo appoggiato sull’apposito panno a sua volta adagiato sul piatto, è appunto di reggerlo sul bordo, tenendolo fermo in modo che la trazione del piatto continui a ruotare regolarmente senza nessun rallentamento a differenza del disco che DEVE rimanere immobile, senza nessuno sbalzo o tremolio.
L’esercizio assume maggior efficacia se il braccetto del piatto viene tenuto sul disco, in modo che ci si abitua a non farlo saltare e a dare alla mano una maggior fermezza e quindi sicurezza e proprietà di manovra. Una volta acquistata una certa padronanza si può iniziare a far ruotare il disco ( in maniera alternata ) prima in senso anti orario e poi in senso orario, facendo fare allo stesso ( sempre adagiato sul piatto con il braccetto sul disco ) un movimento “avanti e indietro” che sarà fondamentale ai fini del mixaggio.

UN PO’ DI STORIA

L’ “avanti e indietro” di cui sopra a cui si sottopone il disco è basilare ai fini del mixaggio ( come vedremo in seguito ) e quando si è in consolle, con la pista del locale piena di clienti scatenati, va fatto in cuffia con attivata la funzione di
pre-ascolto ( che ci permette di ascoltare un brano mentre ne sta uscendo un altro ) e quindi con il relativo cursore del mixer abbassato. Nel 1979, in una nota discoteca di New York ( il “Sanctuary” ) il DJ fece lo “sbaglio” di tenere invece il cursore alzato mentre, regolando i giri del disco da mandare, effettuava il movimento di cui sopra.
La risposta del pubblico a quella “finezza” dalla ritmica comunque particolare fu un enorme boato: nacque così lo SCRATCH….

ANDIAMO AVANTI

Una volta che avrete acquisito una buona padronanza del movimento su esposto, iniziate ad esercitarvi in questo modo: mandate un brano in out ( possibilmente, almeno le prime volte, di velocità intorno alle 120 BpM ): contemporaneamente, prendete la prima battuta di cassa di un altro disco che avrete preparato sull’altro piatto ed eseguendo il movimento che già sapete seguite in preascolto il ritmo del brano in out, cercando di seguire il ritmo nella maniera più precisa possibile.
Una volta acquisita sicurezza e padronanza ripetete l’esercizio con brani di diversa velocità ( dalle 100 alle 145 Bpm ).
NOTA: Chiaramente per ciò che riguarda il mixaggio con i CD tutto ciò non serve, ma basta piazzare il supporto sulla battuta dalla quale si vuole “lanciare” il brano. Da questo momento in poi invece, tutto ciò che si riferisce al mixing con il vinile vale anche per i CD.

REGOLARE I GIRI

Partendo dal disco in out e dall’altro in preascolto con i quali avete effettuato l’esercizio precedente, lanciate il secondo disco ( quello in preascolto ) e mentre lo ascoltate in cuffia regolatene le BpM, utilizzando l’apposito PITCH per la regolazione di giri, fino a che la velocità non coincida con il disco in out. Una volta fatto questo tornate alla battuta dalla quale, al momento giusto, lancerete il brano da mixare e fermatelo. Ora siete pronti per il mixaggio….
CONSIGLI: Abbiamo illustrato la tecnica di cui sopra benché attualmente molti mixer, piatti e CD Player abbiano il Display con il conteggio automatico delle BpM. E’ chiaro che in tale caso non c’è bisogno di fare tutta la trafila ma basta digitare le BpM coincidenti. Nel caso comunque che fosse necessaria la tecnica “artigianale”, consiglio innanzitutto di prendere due brani che abbiano la velocità molto vicina ( con uno scarto massimo di + o – 5% a parte particolari eccezioni ).

Può essere inoltre necessario lanciare più volte il brano da regolare e ripetere l’operazione con il pitch, per favorirne la precisione.

 
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