IL MIXAGGIO
All’ inizio erano le balere…
Fino alla seconda metà degli Anni 70 in Italia, così come in buona parte del mondo occidentale, c’erano locali detti “balere” ( o “sale da ballo” ) dove si poteva ballare al ritmo delle cosiddette orchestrine, che poi altro non erano che gruppi musicali, che eseguivano in maniera più o meno fedele gli HIT del momento.
Chiaramente molti erano gli inconvenienti sia di ordine pratico ( pause spesso interminabili tra un brano e l’altro, impianti scadenti, stecche e stonature di vario tipo ecc. ) che gestionali ( il proprietario del locale si trovava a dover pagare più persone e a dover discutere con loro anche di problematiche che spesso prescindevano dal lato prettamente professionale ( liti interne, ritardi, assenze ecc. ).
Con il Boom del mitico Film interpretato da John Travolta ( Saturday Night Fever ) la cui colonna sonora conteneva alcuni tra i maggiori Hit della Disco Music di tutti i tempi, quella che negli Stati Uniti era già una consuetudine arrivò anche in Italia: la Febbre delle Discoteche.
Si scoprì così il ruolo e l’esistenza del Disc-Jockey, Eroe Solitario, Gran Maestro di Cerimonie, Responsabile ed “Amministratore Unico” delle serate del divertimento sfrenato e della trasgressione alla moda di cui furono sin da subito teatro le discoteche. Via così gli strumenti suonati spesso da mediocri strimpellatori e spazio ai dischi originali, senza pericolo di stecche ed interpretazioni lontane del feeling originale, e soprattutto anche i proprietari potevano discutere ( e pagare ) una persona sola senza entrare in merito e a problematiche di …gruppo.
L’entusiasmo fu totale, ma sorse subito un problema: come fare a far si che la gente in pista potesse continuare non solo a ballare senza pausa tra un disco e l’altro ma anche senza cambiare il passo?
Nacque cosi l’idea del mixaggio, cioè il miscelare due dischi tra di loro continuando a mantenere il ritmo di base senza variazioni, o meglio “creando” un tappeto ritmico sul quale i diversi brani cambiassero senza che il ritmo subisse variazioni che coinvolgessero la danza e , possibilmente, senza che il cambio si “sentisse”.
Il mixaggio divenne così, a poco a poco, un’ arte e molti furono gli stili e le finezze che presero vita nel corso dell’evoluzione del ruolo del DJ. E il DJ stesso divenne un vero e proprio nuovo fenomeno sociale, da “mettidischi” a Star del locale in cui lavorava a idolo dei giovani ( e soprattutto delle giovani ).







